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Pellestrina

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La storia
 
 

E’ cominciato quasi tutto per gioco....

Celeste prima del 1986 era impiegato presso i cantieri navali di Venezia,con lui lavorava anche il nipote Mirco come congegnatore meccanico.

In quegli anni in Italia cominció una forte crisi cantieristica, che coinvolse anche lo stesso cantiere di Venezia verso la cassa integrazione; Celeste già in quegli anni aveva svolto in precedenza lavoro come cameriere in diversi esercizi veneziani, e in questo lui si distingueva dimostrando doti innate e superiori che andavano ben oltre la figura del semplice cameriere.

E da qui entra in gioco il nipote Mirco...

Durante le pause di lavoro in cantiere spesso Mirco andava a salutare lo zio chiedendo in maniera

scherzosa:” Zio, perché nn apriamo insieme un ristorante?”

E lo zio rispondeva:” Ma tu cosa sai fare? Cosa ne sai della vita del ristoratore?”

E il nipote ribatteva ancora:” Mi fido di te zio, tu sei nato per questo mestiere,con te sono sicuro faremo grandi cose!”

Beh, Mirco si sbagliava davvero di poco...

Di lì a poco Mirco e Celeste si ritrovarono seduti a un tavolo per decidere di rilevare all’epoca il ristorante/cicchetteria nominato “Bar san marco”, e formarono il team, se di team ristorativo si può parlare, composto da Rossano, il giovane figlio di Celeste appena terminati gli studi, Graziano, l’altro nipote ormai ex muratore ed alcuni componenti familiari, tutti senza esperienze ristorative ma pronti a lanciarsi in questa sfida!

Per prima cosa Celeste decide i ruoli: Mirco, il nipote meccanico, sarà destinato in cucina, Graziano sarà al fianco di Celeste al servizio dei clienti, e Rossano comincia come banconiere.

Inutile dire che l'inizio si presentò un po' traumatico, però la buona volontà, la voglia di imparare, di migliorare e la bravura di un maestro come Celeste, riuscirono a colmare le lacune dovute all'inesperienza, e a trasformare semplici operai in maestri del mestiere.

Anno per anno, da semplice trattoria e mensa operai, il locale si evolve e assume una propria identità culinaria, mantenendo la cultura tradizionale veneziana con qualche ritocco personale e innovativo nelle proprie ricette.

Purtroppo, nel 2004, Celeste viene a mancare, ma la sua impronta ormai assimilata viene degnamente portata tutt'oggi ancora avanti dal figlio Rossano e dai nipoti Mirco e Graziano, perché in fin dei conti questo ristorante comunque era il suo desiderio, perché questo comunque era il suo sogno divenuto realtà.

Tutto cominciò quasi per gioco...


                                             IL LAVORO
“Indipendentemente se sei un imprenditore, un dottore o un giardiniere, ciò che conta è come lo fai, perchè chi lavora con le sue mani è un lavoratore; chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano; chi lavora con le sue mani, la sua testa ed il suo cuore è un uomo che ha deciso di prendere il meglio di ciò che la vita può donare.”